Il Piccolo Doge

Il Piccolo Doge
"Pinocchio 2000" opera di Guido Baldessari

domenica 15 marzo 2015

EDUCAZIONE DIGITALE: intervista a Cristiana Tumedei.


Viaggiare è da sempre fonte inesauribile d'esperienza dalla quale attingere nuova creatività. Quest'ultima, quindi, sarà la protagonista di questa nuova tappa, di un viaggio intrapreso e dedicato all'educazione digitale: ringrazio Cristiana Tumedei per la disponibilità e per aver accettato di prendere parte a questo percorso.


Buona lettura




Benvenuta Cristiana, ti va di presentarti brevemente ai lettori del mio blog spiegandoci di cosa ti occupi in rete?

Sylvia, ti ringrazio per aver deciso di ospitarmi. Un saluto anche ai tuoi lettori, a cui mi presento così: “Ciao a tutti, sono una digital lazybones”. Ergo, una fancazzista digitale. La rete fa parte del mio mestiere e io mi diverto a scoprirla, vivendola quotidianamente. In realtà, la maggior parte delle mie attività si svolgono offline. Infatti, sono una Consulente di Comunicazione Integrata e Pubbliche Relazioni. Negli anni mi sono concentrata sul settore che prediligo, proponendomi sul mercato – anche quello digitale – come Strategist per Artisti e Creativi.


Cristiana Tumedei 



Definizione, per te, di educazione.

Ah, l'educazione: quella (s)conosciuta! In quanto madre dovrei risponderti al volo, soffermandomi sul valore della trasmissione della conoscenza e... bla, bla, bla. No, non sarebbe da me. A mio parere, l'educazione è quello splendido processo per cui – attraverso la sinergia nata fra persone diverse – queste ne escono reciprocamente arricchite. Sai, un po' come quando chiacchieri con qualcuno e accade la magia: improvvisamente, ti rendi conto di aver cambiato la tua opinione su qualcosa. E non perché l'altro ti abbia indotto a farlo. No, semplicemente hai ascoltato e rivisto la tua posizione. Ecco, per me l'educazione è questo: acquisire gli strumenti necessari per affrontare la vita, scegliendo come usarli a modo nostro. La massima espressione della libertà del singolo nel rispetto degli altri, insomma.


Definizione di rete.

Uno spazio vissuto da persone che si relazionano l'un l'altra attraverso linguaggi, strumenti e forme proprie di quella dimensione. Se preferisci una definizione più romantica, ti rispondo così: la rete è quell'ambiente in cui si manifesta e concretizza una modalità di relazione fra gli individui che – diversamente – risulterebbe essere utopica.


La rete vissuta dagli adulti e quella vissuta dai ragazzi secondo la tua opinione.

Qui rischio di inimicarmi parecchi, ma fa nulla. So che chiedendo a me di fare questa chiacchierata, sapevi in che guaio ti saresti cacciata ! Mi auguro che i tuoi lettori non se la prendano a male se dico che sono i ragazzi quelli che, davvero, vivono la rete. Sì, perché gli adulti – spesso – scoprono il web in una fase successiva della loro vita e imparano a usarlo come spazio d'evasione. Una sperimentazione continua, che li porta a comportarsi quasi come fossero tornati adolescenti. I giovani, invece, nascono con la tecnologia e sanno usarla come strumento di comunicazione. Online, quindi, creano un proprio spazio personale in cui dare voce a loro stessi (completamente o in parte). La cosa splendida – secondo me – è che mentre i primi faticano a integrare virtuale e reale, i secondi ci riescono alla grande.


"Apprendere in rete" è possibile secondo te? E in quale modo quest'ultima veicola la creatività?

Io penso che sia possibile apprendere ovunque e sempre. A prescindere dall'ambiente in cui ci si trova, insomma. Quindi, sì: la rete è un ambiente in cui imparare, perché qui le ispirazioni sono libere di circolare senza ostacoli. Ed è proprio l'ispirazione a permettere alla creatività di manifestarsi online. La rete offre velocità nella creazione e nella diffusione di contenuti. Potenzialmente chiunque può dare sfogo al proprio estro, imparando a usare lo strumento di comunicazione che più gli si addice. Con il web la creatività è libera di mostrarsi, insomma.





Il rapporto tra web e i giovani artisti di oggi: come il primo aiuta i secondi?

Sai, il rapporto tra web e artisti è controverso. La rete, infatti, è fondamentale per loro. Soprattutto perché gli consente di mostrare le opere a costo zero (differentemente da quanto avviene offline, dove i creativi sono abituati a pagare per esporre) e di creare sinergie e collaborazioni. Il problema è che tanti rifiutano la rete. O meglio, ne stanno fuori. Quasi la schifano. E sai perché? Online non esistono maschere per un artista: le tue opere sono sulla piazza più grande mai esistita, chiunque può vederle e giudicarle. Se piaci, piaci. Se non piaci – beh – il pubblico non ti segue. E – cosa per parecchi creativi ancora più temuta – è che sul web ci metti la faccia. Le persone vogliono sapere chi sei, come parli, quando e perché ti dedichi all'attività di Artista. E non aspettano che sia tu a dirglielo: loro te lo chiedono. E tanti creativi hanno – paradossalmente – timore di comunicare.


Secondo te, la rete, ha modificato in qualche maniera le modalità di fare arte o rimane semplicemente un luogo dove esibire ed esibirsi?

La rete ha cambiato il modo di fare arte. Qui non si espongono solo le opere. Non si esibisce unicamente la creatività. No, sul web, gli artisti incontrano altri creativi e persone del settore con cui collaborare. Ah, senza considerare che è in rete che fanno la cosa più importante: si creano un seguito, un pubblico fedele e appassionato, senza il quale non potrebbero vivere di arte.





Siamo alla fine di questa intervista: ti va di parlare dei tuoi progetti futuri? Dove ti possiamo trovare in rete?

Di progetti per il futuro ne ho parecchi. Troppi, mannaggia a me! Tanto che sto cercando di fissare delle priorità, anche temporali, per la loro realizzazione. Di sicuro, continuerò a portare avanti il Blog presente sul mio sito web. Lì rispondo alle domande più frequenti che mi sento fare da Artisti e Creativi. Non solo rispetto a comuncazione e personal branding, ma anche al Crowdfunding e all'ideazione/realizzazione di progetti artistico-culturali. Altra attività a cui mi dedicherò con impegno crescente è ParliAMO Digitale: il Lifestyle Magazine che ho fondato e che mi sta dando enormi soddisfazioni. Si tratta del primo progetto transmediale d'informazione e cultura su advertising, creatività, tecnologia e comunicazione digitale. Entro la fine dell'anno, anche altri strumenti legati al magazine digitale saranno pronti. Non vedo l'ora! Quanto al resto, beh, posso dirti che ho l'abitudine di tenere un quaderno per ogni progetto. Ad oggi, sulla scrivania, ne ho 5. Di questi 3 sono già in fase avanzata di sviluppo e dei restanti sto definendo i dettagli.


Troppe cose per una sola persona. In fondo, come dico sempre, sono #SemplicementeCris.

 Le altre tappe:

ELISA BENZI - CITTADINANZA DIGITALE
ROBERTO GEROSA - RIFLESSIONE SUI SOCIAL
ROBERTA ZANELLA - IL LINGUAGGIO SUL WEB
ANNARITA FAGGIONI - L'INFORMAZIONE SUL WEB
MARTA BIGNONE - LE IMMAGINI SUL WEB